Coraggio

Ma tu ci pensi mai come andrà a finire?

Tu che credi che l’Italia sia ancora un paese di poeti e ogni mattina per colazione ti bevi il sangue amaro dei ritardi della metropolitana. Non vedi come stiamo naufragando dentro la circonvallazione delle nostre aspirazioni.

Tu che aspetti il 15 agosto per credere ancora ad una vita piena e io che di pieno ho solo l’orlo del bicchiere il sabato sera.

Ma tu ci pensi mai quanto siamo deboli?

In questo nostro parlarci senza ascoltarci. Guardiano un documentario sulla natura e ci convinciamo di aver capito come vivere, ma non pensiamo che prima o poi la pelle si sgualcirà e sopra le nostre mani leggeremo; “troppo tardi”.

Tuttavia, in questo nostro procrastinare: ho imparato che rateizzando la paura di ciò che siamo si muore più lentamente.

Tuttavia ho imparato che il coraggio anestetizza le nostre ferite più di qualsiasi cura.

Ho imparato che scrivere può aiutare, ho imparato che colorando la vita con un po’ di parole diventa tutto più semplce.

Quindi ora ti scrivo, userò frasi che hanno un senso solo se lette tutte d’un fiato. Come sempre te le regalo, come sempre spero ti siano utili.

La scrittura è soltanto un tratto della mia personalità, e forse neanche il più interessante, di certo non il più forte. Se fossi un vero scrittore saprei descrivere tutti i miei pensieri, invece sono in grado di farlo solo con alcuni. In questo caso riesco a scriverti che molto più che bravi, occorre essere coraggiosi. Molto più che poeti, occorre essere coraggiosi.

Io ho trovato il coraggio soltanto ripudiando le vite addomesticate e la cupidigia di sé. Una volta che si è sicuri di ciò che si appare, si rinuncia ad esplorare ciò che si è. E questa discriminante è la sola che in una donna o in un uomo io non riesco ad accettare.

Coraggio chiama coraggio, il resto è destinato a ripetersi.

Michele Simonti

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