Cos’è il linguaggio?

La disciplina che studia il linguaggio umano è la linguistica; questa disciplina come ogni altra scienza possiede un fine conoscitivo, più precisamente quello di spiegare il comportamento linguistico degli esseri umani, e indagare sui meccanismi che stanno alla base di tali comportamenti individuali e sociali.

La parola comunicazione invece, definisce una dinamica relativa ad un contenuto che passa da un individuo all’altro e viceversa, è quindi bidirezionale. Questo presuppone la presenza di un feedback, ovvero di una risposta, da parte del soggetto a cui l’atto comunicativo è stato diretto: il feedback può essere di tipo verbale (una risposta vocale) o non verbale (un gesto, un’occhiata, una pausa di silenzio).

Pur avendo sempre una base conscia, la comunicazione non sempre contiene elementi volontari, e non necessariamente porta ad un’interpretazione univoca in chi li ascolta. Poiché i pensieri e le emozioni che si vogliono trasmettere non possono essere trasferiti così come vengono pensati, si necessita di un sistema di mediazione, il linguaggio. Attraverso il linguaggio si costruiscono vari tipi di comunicazione, ognuna funzionale al suo scopo e agli interessi del suo emittente.

Dal mio punto di vista, al giorno d’oggi, l’individuo non è in possesso delle conoscenze giuste per sapersi muovere all’interno del contesto moderno. Appare sempre più grande il gap cognitivo delle nuove generazioni rispetto a quelle antecedenti. Nonostante la natura ci abbia dotato di determinate caratteristiche, la nuova comunicazione ha portato una grande inibizione delle nostre potenzialità. Dobbiamo quindi riflettere su tutte le influenze negative subite dalle nostre competenze. In particolare, dobbiamo sottolineare come, secondo me, non ci siano sforzi per attenuare tale fenomeno. In questo modo, dal mio punto di vista, non facciamo altro che diventare esseri passivi ed inconsapevoli e, così facendo, andremo sempre più incontro ad un sistema che facilmente gestirà le nostre menti. Faccio un esempio: la nuova tecnologia invece di essere un fattore che arricchisce l’essere umano, nella stragrande maggioranza dei casi, a mio avviso, non fa altro che degradare il nostro sviluppo cognitivo. Penso anche che sia indispensabile evidenziare come le nostre facoltà siano sempre più compromesse dai nuovi mezzi tecnologici, i quali portano con sé un grande analfabetismo di ritorno e, di conseguenza un notevole passo indietro per la società.

Guidati dalla sete di sapere ed attraverso le competenze che la natura ci ha fornito, dobbiamo imparare a comprendere la nuova comunicazione; solo tramite la conoscenza l’uomo potrà definirsi realmente libero. Da questa presa di coscienza dobbiamo ripartire per sfruttare e rispettare di più la nostre capacità, aspirando a tutte quelle potenzialità che la natura ci ha messo a disposizione. Invece si stanno manifestando sempre di più frequenti degradazioni delle nostre capacità linguistiche e del nostro linguaggio; la conoscenza che abbiamo di esso non è più sufficiente a permetterci di essere in grado di relazionarci con le nuove forme di comunicazione.

Un esempio su tutti può essere quello della comunicazione politica, dove attraverso il sapiente uso della semiotica, viene modificato il vero senso delle parole e dei concetti di cui esse sono portatrici a favore dell’ideale del politico di turno.

Dunque per capire al meglio i meccanismi persuasivi è necessario conoscere anche gli aspetti generali del linguaggio, della comunicazione e anche di noi stessi.

Michele Simonti

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