La leggerezza dell’essere

Appropriandoci di certe modalità di comportamento pensiamo di diventare individui più sicuri e potenti; quindi più felici ed ammirabili”( C.Catarsi, Competenza e persona, 2007, cit., p.9).

 

Stiamo assistendo ad un massiccio meccanismo di secolarizzazione incentrato sul repentino cambiamento di priorità da parte dell’essere umano. Nella società contemporanea la filosofia del “massimo risultato con minimo sforzo” ha ormai condizionato la maggior parte delle menti.

Questo processo influisce consequenzialmente su tutto ciò che ci circonda, modificando tanto i nostri usi e costumi, quanto addirittura la nostra comunicazione.

Il dizionario dei vocaboli che utilizziamo per comunicare va appiattendosi, rendendo praticamente inutili gran parte della parole della nostra lingua. Tutto ciò va a favore di una neo-lingua creata sul senso di emulazione.

L’individuo immerso in questa quotidianità tende a perdere coscienza di sé, manifestando pericolose lacune a vari livelli che si ripercuotono su tutta la società. Come dimostrato da svariati studi, la maggior parte degli studenti non è in grado di definire il proprio futuro. Nonostante per tutti sia chiaro il concetto del principio persona, nessuno è in grado di spiegare come fuggire dal mimetismo sociale.

Vergogna e pudore tengono ben strette le redini del libero pensiero costringendoci ad omologarci e nella maggior parte delle volte a nasconderci dietro lo schermo della rete.

Proprio dietro il Web e le nuove tecnologie si nasconde la latente problematica dell’uso del pensiero. Ovvero, possiamo far a meno di pensare con la nostra mente?

Se ogni individuo facesse propria la concezione di mente, la società potrebbe rielaborare tutti i suoi difetti e iniziare a rapportarsi razionalmente con tutto ciò che la costituisce.

L’obiettivo è scoprire il ruolo del cervello nel controllo dell’organismo e dell’intelletto. In questo modo saremmo in grado di farci un idea vera e oggettiva su ciò che il mercato offre. Infatti riuscire a collegare alla sintassi, la giusta semantica, risulta essenziale per dare al soggetto la facoltà di scegliere seguendo i processi mentali che ritiene più efficaci, ognuno a seconda della propria esperienza.

Dunque per combattere questo dilagante senso di emulazione è di particolare importanza aver coscienza di possedere una mente. La stessa mente che attraverso il linguaggio del pensiero ci potrà mostrare la vera essenza delle cose.

La cultura “prestata” dovrebbe essere formattata da una riflessione su noi stessi che ci porti a capire quello che vogliamo veramente.

Michele Simonti

(Visited 35 times, 1 visits today)

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *